Domande frequenti sul prestito per studenti

Prima dell’erogazione devono essere presentati i certificati richiesti relativi a casellario giudiziale e carichi pendenti, oltre all’autocertificazione della cittadinanza italiana e dello stato di famiglia completo. Il Fondo invia quindi all;interessato una lettera di finanziamento che riporta le condizioni del finanziamento e piano di restituzione (indicate sul sito). Copia di tale lettera deve essere firmata dall’interessato per accettazione con autentica della sua firma da parte di un notaio (se all’estero dal consolato italiano) e restituita al Fondo che provvederà ad effettuare il bonifico sul conto in Italia del candidato.

Dopo aver ricevuto dal Fondo comunicazione che la domanda è stata accettata, la data di erogazione viene concordata in base alle esigenze dell”interessato. Erogazione in unica soluzione entro una settimana max due settimane dopo la ricezione della copia della lettera di finanziamento firmata dall’interessato con sua firma autenticata o in altra data da indicare, compresa entro l’anno.

Sì, purché il titolo conseguito consenta l’ammissione al percorso universitario o di specializzazione per il quale viene richiesta l’agevolazione.
Sì. Sono valide TOEFL, IELTS e le altre certificazioni ufficiali comprovanti la conoscenza della lingua inglese.
Sì. È possibile indicare le università prescelte specificando che l’ammissione è ancora in corso. La domanda verrà valutata con riserva e l’ammissione dovrà essere documentata appena disponibile.
Sì. L’agevolazione del Fondo può essere cumulata con borse di studio, assistantship, altri prestiti, finanziamenti e risorse personali o familiari. Il livello di copertura dipende dal costo complessivo del percorso e dall’importo concesso: nei percorsi con costi più contenuti, in particolare in Europa, l’agevolazione può rappresentare una parte molto significativa e, in alcuni casi, arrivare a coprire quasi la totalità delle spese.
Sì, purché il periodo all’estero abbia una durata minima di 6 mesi e rientri all’interno di un percorso universitario italiano, anche successivo al dottorato, come ad esempio un post-doc o un assegno di ricerca. Sono quindi ammissibili anche periodi di ricerca e permanenze come Visiting Scholar che rispettino questi requisiti.
Sì. Dal 2024 il Fondo sostiene percorsi negli Stati Uniti, nei Paesi dell’Unione Europea, nel Regno Unito, in Svizzera, Norvegia, Canada, Australia, Nuova Zelanda e in altri Paesi esteri.

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